Epatite b?? che cosa comporta l'epatite b? che...

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Rispondi : le epatiti b e c sono le più pericolose perchè possono diventare croniche.
provocano lesioni al fegato come la cirrosi epatica oppure il cancro.
la trasmissione dell'epatite b avviene per lo più attraverso sangue infetto,siringhe usate,strumenti dentistici nn sterilizzati,strumenti per piercing e tatuaggi riutilizzati e forbici da manicure.
questo tipo di epatite può essere trasmessa da madre in figlio durante il parto.
ora c'è il vaccino obbligatorio per questa epatite.
che cosa comporta l'epatite b? che cos'è? chi ce l'ha che sintomi presenta?Come si prende?
La malattia

Il virus dell'epatite B (HBV) è trasmesso da una persona all'altra col sangue e con i fluidi corporei, in genere attraverso i contatti sessuali o l'uso di iniezioni di droghe. Tuttavia circa il 30% delle persone che si sono infettate, non ha fattori di rischio noti. Il virus può essere trasmesso ai neonati dalle madri infette. L'infezione colpisce in particolare il fegato.

I sintomi della malattia acuta da HBV variano e possono comprendere perdita di appetito, affaticamento, nausea, ittero (colore giallo degli occhi e della pelle), dolore alle articolazioni e rash (rossore) cutaneo. Più della metà dei bambini che acquisiscono lĄŻinfezione non mostrano segni o sintomi, anche se possono diventare portatori cronici. Circa il 90% dei bambini che sono infettati alla nascita dalla loro madre e il 30%-50% di quelli che si infettano all'età di 5 anni, diventano portatori cronici dell'HBV, mentre le persone che si infettano da adulti hanno soltanto un 6-10% di rischio di infezione cronica. I portatori cronici possono sviluppare una epatite cronica o il tumore del fegato. LĄŻepatite B è soprattutto grave per queste complicanze croniche che si sviluppano a distanza di 30 - 40 anni nei portatori cronici. Più giovane è il paziente quando acquisisce la malattia, più è probabile che sviluppi una malattia cronica del fegato o il tumore.

I dati di sorveglianza indicano che la frequenza dellĄŻepatite acuta da HBV in Italia si è notevolmente ridotta nellĄŻ ultimo decennio, dopo lĄŻintroduzione della obbligatorietà della vaccinazione.

Il vaccino

L'attuale vaccino è costituito da una proteina della superficie del virus (HBsAg) sintetizzata utilizzando la tecnica del DNA ricombinante.
Per l'immunizzazione dei nuovi nati, di solito oggi, viene utilizzato il vaccino esavalente che oltre a proteggere contro lĄŻepatite B previene anche la difterite, la poliomielite, il tetano , la pertosse e le infezioni invasive da HIB.

Chi dovrebbe essere vaccinato?


I neonati nati da madre portatrice del virus (HBsAg positiva) subito dopo la nascita
Tutti i bambini nel corso del primo anno di vita.
Tutte le persone a rischio ( operatori sanitari e personale di assistenza degli ospedali e delle case di cura private, persone conviventi con portatori cronici del virus dell'epatite B, operatori di pubblica sicurezza, politrasfusi, emodializzati , ecc. )
(La legge nĄă 165/91 ha sancito lĄŻobbligatorietà della vaccinazione contro lĄŻepatite B per tutti i nuovi nati nel primo anno di vita e, per i 12 anni successivi allĄŻentrata in vigore della legge stessa, per tutti i bambini entro il compimento del 12Ąă anno di età. Con la fine del 2003, quindi, la vaccinazione degli adolescenti si è conclusa e continueranno ad essere vaccinati solo i neonati).

Chi non dovrebbe essere vaccinato?


Le persone che hanno avuto una seria reazione allergica a precedenti dosi di vaccino antiepatite B o a componenti del vaccino stesso
Le persone che hanno una malattia in atto dovrebbero consultare il loro medico prima di prendere qualsiasi vaccino.



Dosi e calendario

Nei bambini si somministrano tre dosi di vaccino al 3Ąă, 5Ąă e 11Ąă mese di vita
Nei neonati da madre infetta (HBsAg positiva) si somministrano quattro dosi: alla nascita, al 1Ąă, 2Ąă e 11-12Ąă mese di vita; assieme alla prima dose di vaccino si somministrano anche le immunoglobuline.
Negli adolescenti e negli adulti si somministrano tre dosi al tempo 0, e dopo 1 e 6 mesi. Non sono necessari richiami.

Efficacia del vaccino

I vaccini antiepatite B sono efficaci al 95%. La durata della protezione è molto lunga. verosimilmente, anche se non vi è certezza (il vaccino è in uso da quasi 20 ani) , la protezione dura tutta la vita.



Effetti collaterali

La maggior parte delle persone che ricevono il vaccino dell'epatite B (65%) non presenta alcun effetto collaterale. Questo si verifica anche in circa la metà dei bambini che ricevono i vaccini esavalenti.

La maggior parte degli altri bambini presenta solo reazioni lievi. LĄŻevento più frequente è la febbre che si può avere in circa un terzo dei bambini. Reazioni locali si verificano nel 20 % dei casi. Queste comprendono dolore, rossore e gonfiore nel punto dove è stata eseguita lĄŻiniezione; si verificano in genere entro 48 ore dalla vaccinazione e durano fino a un paio di giorni.



In caso di reazioni locali usare panni freddi o farmaci a base di paracetamolo, se necessario, per ridurre il dolore.


In caso di reazioni febbrili:

Dare da bere molti liquidi
Non vestire troppo il bambino se è caldo
Usare farmaci a base di paracetamolo (non aspirina) o panni freddi , se necessario, per ridurre la febbre
Nel caso che i sintomi si protraggano per più di due giorni può essere opportuno consultare il vostro medico per verificare se questi rappresentino un comune effetto collaterale ad una vaccinazione o se invece si riferiscano ad altra malattia che deve essere riconosciuta e trattata.



In rari casi (1-2 ogni 10.000) si possono avere reazioni più importanti, come convulsioni correlate alla febbre alta. Reazioni allergiche di tipo anafilattico con gonfiore della bocca, difficoltà del respiro, pressione bassa e shock, sono del tutto eccezionali (meno di 1 caso ogni milione di vaccinati).





Se si verificasse una reazione importante o insolita, rivolgetevi al vostro medico. In questo caso va fatta la segnalazione d'avvento avverso ed è importante avvisare il servizio di vaccinazione.


E' stato ipotizzato che il vaccino contro l'epatite B potesse causare sclerosi multipla. Autorevoli istituzioni di ricerca, prima, e l'Organizzazione mondiale della Sanità più recentemente (1998) hanno concluso che il vaccino contro l'epatite B non causa la sclerosi multipla.





Dichiarazione

Vi è assoluta certezza scientifica che un bambino vaccinato è molto più sicuro di un bambino non vaccinato.

La scelta di non vaccinare è rischiosa, è importante aderire alla proposta di vaccinazione e proteggere il proprio bambino da malattie, come lĄŻepatite B, che possono compromettere per sempre la sua salute.
è un virus che colpisce sopratutto il fegato.. si contrae da una persona all'altra con il sangue, con i fluidi corporei, facendo sesso nn protetto e scambiandosi le siringhe..I sintomi sono perdita di appetito, affaticamento, nausea, ittero (colore giallo degli occhi e della pelle), dolore alle articolazioni e rash (rossore) cutaneo.
L'epatite b è un malfunzionamento del fegato. Si prende come l'aids: sangue e liquidi corporei (quindi sesso, siringhe, ferite, ecc). I sintomi sono poco percebibili: stanchezza, difficoltà a digerire, alito pesante. Quando si aggrava si gonfia molto lo stomaco e lì per forza lo vedi ma ormai è tardi (cirrosi epatica). Lo vedi bene dagli esami del sangue, dai valori di SGOT, GAMMA GT e sprattutto TRANSAMINASI che sono alti rispetto ai loro valori normali, molto alti. Se hai questi valori mossi cerca di indagare bene.
Quando si ha l'epatite b bisogna stare attenti ai rapporti sessuali, al dentista, alle solite cose che senti per l'aids. E anche a quello che mangi: devi evitare completamente i fritti e l'alchool, gli insaccati (salame, salsiccia e simili) e carne di maiale (addio grigliatina di costine!). Bisogna controllare i valori periodicamente (esami del sangue).
Ci sono medicinali validi che tengono la malattia sotto controllo. Negli anni passati era molto diffuso l'interferone ma era molto pesante, debilitava (febbre ogni volta che fai l'iniezione cioè a giorni alterni per mesi). Oggi ci sono pillole da prendere quotidianamente che funzionano bene. Hanno anche loro degli effetti collaterali ma si possono tenere d'occhio tranquillamente.
Se si ha testa a sufficenza da seguire tutte le indicazioni e hai la fortuna di trovare un buon medico che ti segua, uno specialista, puoi vivere una vita perfettamente normale. Certo c'è sempre il rischio che sopraggiunga la cirrosi e da lì non ne esci più.
Mio papà ce l'ha da 20'anni ed è in formissima!!
Tanti auguri!
I quadri clinici di infezione da HBV sono abbastanza variegati:
1) l'ammalato può non presentare una sintomatologia conclamata pur essendo infetto e potenzialmente in grado di trasmettere la malattia, in questo caso il soggetto assume il profilo clinico di un "portatore sano";
2) l'esordio può essere rappresentato da un'alterazione della colorazione cutanea, quale l'ittero (colorazione giallastra della cute e della mucosa, dovuta ad un aumento della bilirubina nel sangue oltre valori di 3mg/100ml) che si evidenzia inizialmente come subittero (quando la bilirubina non ha ancora raggiunto i 3mg/100ml ma si attesta intorno ai 1,5mg/100ml) valutabile a livello della mucosa congiuntivale e sottolinguale.

I sintomi che possono essere presentati dal paziente sono:

* Astenia (facile affaticabilità)
* Febbre
* Prurito con lesioni da grattamento (dovuto alla deposizione dei pigmenti emoglobinici a livello cutaneo ed articolare)
* Nausea e vomito
* Dolore proiettato all'ipocondrio destro (sede di proiezione del fegato) ed eventualmente alla spalla destra
* Feci acoliche (chiare)
* Urine color marsala
L'epatite virale è un'infiammazione di tipo infettivo delle cellule epatiche ad opera di una tipica categoria di virus che la moderna medicina indica con alcune lettere dell'alfabeto. Ognuna di esse ha caratteristiche, progresso e prognosi particolari. Non sempre è presente l'ittero (colorazione di giallo del volto e delle sclere) dovuto alla deposizione della bilirubina nei tessuti, in seguito al danno delle cellule epatiche. Neanche il segno delle urine scure color marsala (bilirubinuria) e le feci chiare o ipocromiche (mancanza di stercobilina) sono sempre presenti. Il segno di laboratorio comune è tuttavia l'aumento delle transaminasi epatiche ALT e AST da valori di qualche centinaio a più di 2000 UI/l con rapporto AST/ALT inferiore ad 1 (inversione del rapporto AST/ALT). Il livello di enzimi come la fosfatasi alcalina, la ŚĂGT e l'LDH, risulta generalmente poco mosso tranne che nelle forme colestatiche di epatite. La bilirubinemia, sia quella coniugata che quella non coniugata, è aumentata. Il tempo di protrombina rimane sostanzialmente stabile, tranne che nelle forme fuminanti dove si ha un notevole incremento.

Sierologicamente, si può porre diagnosi di epatite B dosando i marker

* HBsAg: antigene Australia o di superficie, presente in fase acuta e nel portatore cronico sia attivo che inattivo;
* HBsAb: anticorpi contro l'antigene di superficie, compaiono dopo la risoluzione della fase acuta e permangono a vita indicando la protezione contro il virus; infatti questo è anche l'anticorpo presente nei vaccinati
* HBcAb: anticorpi contro l'antigene del core virale, la classe IgM è dosabile in fase acuta mentre la classe IgG lo è per tutta la vita;
* HBeAg: antigene non corpuscolato del core virale; indica attività della malattia e della replicazione virale, è presente in fase acuta e nel portatore cronico attivo
* HBeAb: anticorpo contro l'antigene non corpuscolato del core virale, compare nell'epatite acuta quando comincia a risolversi; può essere presente anche nel portatore cronico sia attivo che inattivo.
L'infezione da virus dell'epatite B evolve in tre situazioni correlate con la risposta immunitaria del soggetto infetto:

1. decorso acuto con completo recupero e acquisizione della immunità dall'infezione (89% dei casi)
2. epatite fulminante con mortalità del 90%: può richiedere il trapianto di fegato (1% dei casi)
3. infezione cronica: persistenza del virus nell'organismo con danno epatico (5-10% dei casi); in questo caso la malattia ha un andamento cronico e può compromettere la funzionalità epatica nel giro di 10-30 anni con l'insorgenza di cirrosi epatica o di carcinoma epatocellulare primitivo (di solito dopo che è già presente la cirrosi)
4. stato di portatore inattivo (5% dei casi): il virus persiste nel fegato ma non provoca danno epatico; può rimanere in questo stato anche tutta la vita, senza arrecare danni nemmeno a lungo termine. ¨¨ anche poco contagioso per gli altri.


La terapia si attua in due situazioni:

1. in caso di presunta infezione entro 48h si può eseguire una profilassi passiva con iniezioni di Immunoglobuline anti-HBV ovvero anticorpi diretti contro il virus ed iniziare la vaccinazione completa
2. in caso di infezione cronica la terapia consiste o nell'utilizzo di PEG-interferone ŚÁ (tentativo di terapia eradicante, può portare anche alla stabilizzazione della malattia) oppure con farmaci antivirali (es. lamivudina, adefovir, entecavir) che sono inibitori della trascrittasi inversa, ovvero impediscono al virus di replicarsi (terapia soppressiva, non eradicante: deve essere continuata a lungo termine, spesso a vita)
Il virus epatite B si diffonde in maniera uguale a quello dell'AIDS: quindi per prevenire l'infezione occorre evitare che il virus entri in contatto con le mucose (occhi, bocca, organi genitali) o nel circolo sanguigno. Quindi per evitare di essere contagiati attraverso la via sessuale è necessario utilizzare correttamente il preservativo sin dall'inizio del rapporto, mentre per scongiurare l'infezione in luoghi di lavoro a rischio occorre addottare misure igieniche adeguate quali l'uso di mascherine, occhiali protettivi e guanti e la disinfezione e sterilizzazione di superfici e materiale.

Inoltre per l'epatite B è disponibile un vaccino che garantisce l'immunizzazione, a patto che i valori di anticorpi presenti nel sangue raggiungano il valore di almeno 10mlU/mL (valore accertabile mediante apposito esame dopo almeno un mese dal completamento dello schema vaccinale). Lo schema di vaccinazione prevede tre dosi, con un possibile richiamo dopo 10 anni. Si ribadisce che l'efficacia della vaccinazione deve essere comprovata da un apposito esame del sangue che può essere richiesto dal proprio medico di base. Dal 1991 la vaccinazione contro l'epatite B è obbligatoria (si impiega lo Schema Piazza) per tutti i neonati.


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